L’ Arciconfraternita oggi

 

La Confraternita, venuto meno il suo compito istituzionale oramai da oltre cento anni con Roma Capitale e l’istituzione di un servizio pubblico di assistenza ai defunti, si è trovata a darsi una nuova ragione di continuazione.

Fino ai primi decenni del nostro secolo è stata ancora di supporto allo stesso servizio comunale per i morti poveri, quelli in campagna e quelli sconosciuti; tanto era ancora radicato nella tradizione popolare l’operato dei " fratelloni della Buona Morte ".

L’applicazione su Roma delle pesanti leggi del Regno d’Italia sulla soppressione dei Corpi morali, che hanno tolto alle Confraternite i beni per la loro sussistenza, decretandone per precisa volontà del legislatore la loro fine, ha reso particolarmente difficile la vita della confraternita, come di molte altre in maggior parte non sopravvissute.

Abbiamo allora assistito ad un lento ma inesorabile declino della sua attività sociale, anche se, fino agli anni sessanta, possiamo dire che essa aveva ancora una consistente entità.

 

MAI PERO’ E’ VENUTA A MANCARE LA DEVOZIONE VERSO I DEFUNTI E ALLA LORO MEMORIA.

 

L’amministrazione di alcuni beni superstiti, come la gestione della Cappella cimiteriale al Verano, hanno permesso di giungere, a dispetto di tutte le avversità, fino ai giorni d’oggi.

E’ impegnata nella vita religiosa e pastorale della Città, tiene alto il ricordo e la memoria storica del sodalizio, continua la tradizione del "culto della memoria per i defunti", partecipa alle manifestazioni confraternali che si svolgono a Roma. Annovera al momento più di venti Confratelli partecipanti.

Si muove su temi religiosi, assistenziali e culturali i cui argomenti fanno parte integrante del suo ultimo statuto che qui in parte riportiamo: